Abrogato il permesso di soggiorno umanitario, ecco il decreto immigrazione

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Immigrazione, pronto il Decreto Salvini 

Oggi 5 ottobre 2018 entra in vigore il Decreto Salvini sull’immigrazione. Il nuovo testo dà un giro di vite alle regole in tema di ingresso nel Paese, di permessi di soggiorno, di protezione internazionale, cittadinanza e di esigenze di carattere umanitario. 

Ma che cosa cambia effettivamente con il Decreto Salvini ? Quali sono le novità principali ?

Ecco illustrati i punti salienti del nuovo Decreto in tema di immigrazione. 

Come cambia la protezione umanitaria

Quello dell’abrogazione del sistema di protezione umanitaria, con la tipizzazione delle ipotesi di tutela nei confronti dello straniero, è uno dei punti fondamentali del Decreto. 

Nella relazione del Decreto Salvini si spiega che la tutela umanitaria, che nel nostro ordinamento dovrebbe essere una forma di tutela complementare e riconosciuta in situazioni di eccezionale e temporanea gravità, è in realtà lo strumento più utilizzato in assoluto in Italia. 

La tutela umanitaria infatti ha dei confini estremamente larghi e quindi soggetti ad interpretazioni molto variabili, spesso estensive, ed è stato concesso molte volte senza reali esigenze di tutela, snaturando l’istituto. 

In sostanza il Decreto Salvini abolisce l’istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari ed introduce una tipizzazione delle forme di tutela complementare, in modo da evitare una estensione dell’interpretazione. 

In sostanza, le ipotesi di concessione di una tutela allo straniero al di fuori di quelle classiche sono riconosciute per condizioni di salute di eccezionale gravità, situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine concessione del permesso di soggiorno a scopo premiale per il cittadino straniero che compia atti di particolare valore civile. 

La protezione internazionale 

Il Decreto Salvini comporta anche dei cambiamenti in ambito di protezione internazionale. In particolare viene aumentato il numero di reati che, se interviene una condanna definitiva, non permettono di accedere alla protezione internazionale.

Vi sono fatti rientrare anche i reati di violenza sessuale, produzione, traffico e detenzione per uso non personale di stupefacenti, estorsione, rapina, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, i reati di furto e furto in abitazione aggravati dal porto di armi o narcotici, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e gravissime, reato di mutilazione degli organi genitali femminili. 

Come cambia la concessione della Cittadinanza 

Il Decreto introduce anche norme più severe in materia di concessione della cittadinanza per scongiurare il pericolo terroristico.

Viene limitata la trasmissione della cittadinanza ai discendenti in linea retta di secondo grado che possono documentare lo status civitatis italiano del loro ascendente. 

Viene anche introdotto l’istituto di revoca della cittadinanza concessa ai cittadini stranieri se essi rappresentano una grave minaccia nazionale, se hanno commesso reati di terrorismo. 

Si tratta in particolare di un intervento il quale “mira a consentirne l’allontanamento dal territorio nazionale, altrimenti precluso dall’acquisizione dello status di cittadino italiano, si rende necessario ed urgente nell’ambito delle politiche di prevenzione della minaccia terroristica anche connessa al fenomeno dei cosiddetti foreign fighters”.

Come cambia il rimpatrio 

Il Decreto Salvini è dotato di tutte le misure necessarie per assicurare che i provvedimenti di rimpatrio, per gli stranieri senza titolo per rimanere sul territorio, siano effettivi. 

Al Fondo Rimpatri, istituito presso il Viminale, sono confermati 500mila euro per quest’anno. 

La giustizia 

Il Decreto inoltre impedisce l’anticipazione delle spese ed onorari per il difensore che effettua il gratuito patrocinio per impugnare per l’immigrato il rigetto della domanda: in questo modo il ministro dell’interno intende fermare le pratiche degli operatori della giustizia che “fanno i milioni sulla pelle degli immigrati”. 

Gestione delle risorse e procedure

Nella gestione delle procedure si potranno istituire articolazioni territoriali dell’unità Dublino, che opera presso il Dipartimento per l’Immigrazione. 

Inoltre per non sprecare risorse i progetti di integrazione ed inclusione sociale sono rimessi ai titolari della protezione internazionale e ai minori non accompagnati. 

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