Buoni spesa emergenza covid disponibili nei comuni

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Buoni spesa alle famiglie in arrivo

Il Governo ha varato un provvedimento volto ad aiutare i Comuni con famiglie anche straniere in difficoltà.

Più precisamente il premier Giuseppe Conte con il DPCM n. 83 del 29 marzo 2020 ha stabilito che vengano elargiti dei buoni spesa alle famiglie da spendere in generi alimentari in questo difficile periodo di isolamento e quarantena.

Il Governo ha stanziato oltre 4 miliardi di Euro per il Comuni. Conte ha infatti spiegato in conferenza stampa che “Lo Stato c’è. Sappiamo che ci sono tante persone che soffrono, c’è chi addirittura ha difficoltà a comprare generi alimentari.

Ho firmato il Dpcm, giriamo 4,3 miliardi ai Comuni e aggiungiamo 400 milioni con ordinanza della Protezione civile con il vincolo di utilizzare queste somme per le persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari“.

Una misura necessaria per l’emergenza covid-19

Dunque il 29 Marzo è giunta anche un’ordinanza del capo del dipartimento della Protezione Civile (la n. 658/2020), la quale stabilisce “Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

Stante a quanto stabilito, il Ministero dell’Interno in questi giorni, precisamente entro il 31 Marzo avrebbe dovuto, verserà nelle casse dei comuni 400 milioni di euro, a tutte le regioni italiane senza distinzione di statuto (quindi sia per le ordinarie che per le speciali).

La stessa ordinanza stabilisce come utilizzare questi soldi. L’80% del totale sarà divisa in proporzione alla popolazione residente in ciascun comune. Per ogni famiglia l’importo minimo deve essere di 600 euro.

Buoni spesa emergenza covid disponibili nei comuni
Buoni spesa emergenza covid disponibili nei comuni

Il restante 20% si dividerà in base alla differenza tra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. I comuni con più povertà, per dirla facile, avranno più cash.

Il bonus alimentare per le famiglie

Ogni Comune, in deroga al d.lgs. n. 50/2016, Codice del contratti pubblici, potrà dunque elargire questi buoni spesa da usare per comprare generi alimentari, presso i negozi indicati nell’elenco pubblicato da ogni Comune.

Anche altri prodotti di prima necessità potranno essere comprati con questo bonus.

Per acquistate e distribuire questi beni, il Comune potrà affidarsi agli enti del Terzo Settore, i quali dal loro canto saranno tenuti ad osservare il Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD).

Proprio per rendere più agevole questa attività di distribuzione alimentate, i volontari coinvolti e il personale degli enti del Terzo settore non avranno l’obbligo di rispettare le restrizioni di spostamento oggi in vigore a causa della quarantena.

Inoltre, l’ordinanza consente che vengano aperti dei conti correnti bancari ad hoc, dal comune, e presso il proprio tesoriere o conti correnti postali per permettere le donazioni sempre ai fini di beni di prima necessità.

Quali soggetti ne potranno beneficiare?

È a discrezione del comune, precisamente dell’ufficio dei servizi sociali, stabilire chi possa o meno avere accesso a questo contributo.

Sicuramente devono essere coinvolti in primis quei nuclei familiari che oggi stanno maggiormente risentendo degli effetti economici provocati dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19.

Tutte le decisioni poste in essere avranno lo scopo di soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali. Avranno dunque priorità tutte quelle famiglie che ad oggi non godono già di sostegno pubblico.

L’importo dei buoni spesa

Secondo quanto stabilito dalla Protezione Civile non è previsto un importo massimo di buoni spesa spettanti alle famiglie.

Dividendo mediamente ed equamente i soldi stanziati per ogni comune si pronostica di elargire circa 300/400 euro per famiglia.

Ovviamente per ora sono solamente ipotesi e nulla di certo. A stabilire quale sarà l’importo finale per famiglia, saranno i singoli Comuni che dovranno suddividere la cifra in base a quello che riceveranno realmente.

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