Cosa rischio se assumo una badante senza permesso di soggiorno

Cosa si rischia se si tiene a lavoro una colf senza permesso di soggiorno?

Capita spesso, forse troppe volte, che una persona venga presa a lavorare come colf o come badante ma sostanzialmente non possiede regolare permesso di soggiorno. Cosa accade dunque in questo caso? Lo vediamo insieme di seguito.

I rischi di avere con se una badante senza permesso di soggiorno

Quasi sempre le badanti o le colf sono straniere, per cui in caso di assunzione, il datore di lavoro ha l’onere di controllare che la persona in questione abbia un regolare permesso di soggiorno. Se infatti vengono meno i requisiti previsti dalla legge, si cade in una violazione, che potrebbe comportare l’applicazione di sanzioni.

Queste ultimi non solo costringono a pagare il soggetto in questione ma coinvolgerebbero anche il datore di lavoro dal momento che accetta di buon grado la situazione venendo meno ai canoni prefissati dal governo italiano.

Il datore di lavoro rischierebbe infatti di dover versare una seconda volta gli stipendi, dal momento che avendoli pagati in nero, essi non sono tracciabili.

In secondo luogo rischia anche il pagamento di sanzioni amministrative perché effettuerebbe con ritardo l’assunzione del soggetto in questione e quindi può andare incontro a delle multe che possono ammontare anche a 500 €.

In terzo luogo, se non è stata perfezionata la posizione agli enti previdenziali, l’INPS potrebbe richiedere il pagamento delle sanzioni amministrative che sfiorano la cifra di 12.000 €, a cui andrà aggiunta un’indennità di 150 € per ogni giornata lavorativa svolta.

Le misure appena indicate sono state previste per evitare che si incorrere sempre nella piaga del lavoro nero e per i durare il datore di lavoro a mettersi in regola con quanto previsto dalla legge.

A queste sanzioni si applica anche l’aggravante qualora la badante non abbia il permesso di soggiorno, in questo caso infatti il datore di lavoro incorrere in sanzioni penali e quindi nel pagamento di una multa di circa 5.000 € e nel peggiore dei casi rischia una reclusione che va da un minimo di sei mesi ad un massimo di circa tre anni.

Sanatoria per badanti senza permesso di soggiorno

Ma cos’è la sanatoria per badanti senza permesso di soggiorno e come ha funzionato l’emersione 2020 ?

Stiamo parlando di un iter legislativo il cui obiettivo è stato quello di regolare e regolarizzare certe posizioni lavorative che devono essere iniziate da qualche anno. È stato proprio l’INPS a pubblicare una meticolosa circolare in cui espone nel dettaglio tutti i punti che vanno seguiti per raggiungere la sanatoria, così come previsto nel Decreto di Rilancio (passato anche con la definizione di sanatoria Bellanova).

Occorre cioè da parte del datore di lavoro un atto che ha come scopo quello di regolarizzare i rapporti di lavoro in nero e che nella maggior parte dei casi riguardano i lavoratori stranieri.

Questa possibilità è data anche per tutti i rapporti di lavoro di nuova natura, purché lo straniero oggetto del rapporto di lavoro sia residente in Italia prima della data dell’8 marzo 2020.

Affinché la richiesta venga accettata di buon grado verrà tenuto conto del reddito imponibile del datore di lavoro, che non può essere inferiore a 20.000 € annui qualora vi sia un solo soggetto in famiglia a percepire reddito, o a 27.000 € nel caso in cui vi siano più soggetti conviventi che lavorano e che quindi possono usufruire di diversi stipendi.

Dopo aver presentato la domanda, il datore pagava una cifra forfettaria, a titolo di imposta, del valore di circa 500 € per ogni lavoratore assunto e dovrà attendere che la domanda venga analizzata.

Con questo sistema si è sperato di poter tutelare i lavoratori, di poter tutelare la regolarizzazione dell’immigrazione e di poter riconoscere ampi diritti ai lavoratori. È fondamentale che la colf straniera viva in maniera dignitosa nel nostro Paese.

    avvocato imperia
    avvocato per cittadinanza italianapratiche per stranieri

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