Cos’è il Migration Compact o patto sulla migrazione ?

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MIGRATION COMPACT

I leader dell’Unione europea stanno continuando a lavorare sulla questione immigrazione e, a partire dal Migration Compact, vorrebbero stringere i primi accordi rapidamente entro quest’anno. Grazie all’accordo tra UE e Turchia, i flussi verso la Grecia sono calati drasticamente e si vorrebbe raggiungere un risultato così positivo anche per il Mediterraneo centrale, dove i flussi di migranti economici sono allo stesso livello dello scorso anno e serve un intervento tempestivo.

Il Migration Compact (patto sulla migrazione) è una proposta del governo italiano fatta all’Unione Europea per ridisegnare le politiche europee sulla gestione dei flussi migratori in costante arrivo nel territorio comunitario. Nello specifico, si vorrebbero instaurare rapporti con paesi terzi, in particolare quelli africani dai quali arrivano continuativamente la maggior parte dei migranti in cerca di una vita migliore nel continente europeo.

Lo scorso Aprile, il governo italiano ha illustrato il documento ai vertici UE per stimolare una più amplia discussione sull’argomento e la Commissione europea lo ha accolto e riproposto ufficialmente.

Il documento prevedrebbe un “equo grande accordo” in cui l’Unione Europea offrirebbe a paesi terzi dei progetti di investimento e bond euro-africani che consentano un auto-finanziamento a tassi più bassi, grazie alla garanzia europea. Nel settore della sicurezza si cercherebbe di stabilire una rete di cooperazione nella gestione e controllo delle frontiere e dogane, nonché sul fronte della giustizia penale e gestione dei migranti e rifugiati in linea con gli standard internazionali.

In territorio europeo, invece, l’Unione europea migliorerebbe le opportunità di ingresso legali nel paese, sbloccando per esempio le quote di ingresso ai lavoratori o offrendo informazione e formazione nei paesi di origine (compresa la lingua e programmi di studio e ricerca), in modo da incrociare la domanda e offerta di capitale umano e imprese.

Inoltre si prevedono anche programmi di reinsediamento (resettlement) per i profughi, in modo da compensare il “peso” che questi avranno sui paesi più gettonati dalle linee migratorie, in cui verranno istituiti sistemi di asilo sullo standard internazionale.

Per la questione dei rimpatri e riammissione dei migranti irregolari, servono accordi operativi con ufficiali di collegamento che velocizzino le procedure di identificazione e rilascio documenti di viaggio.

I paesi africani dovranno impegnarsi innanzitutto nel controllo delle frontiere e conseguente riduzione dei flussi migratori. Si prevede anche una dotazione di sistemi di accoglienza di gestione dei flussi in modo da fare uno monitoraggio in origine, per differenziare migranti economici e persone bisognose di tutela internazionele.

Inoltre dovrebbero impegnarsi in attività di ricerca e soccorso profughi, con una probabile collaborazione con la Guardia di Frontiera Europea.

Tutto questo deve essere messo in atto e implementato rapidamente, come specificano i leader europei, a partire da “un numero limitato di Paesi prioritari di origine e di transito” per essere poi esteso ad altri paesi, seguendo i flussi migratori. L’Alto rappresentante per gli Affari esteri Ue, Federica Mogherini, porterà avanti le trattative, anche stabilendo accordi temporanei prima di trovare soluzioni a più lungo termine.

Infine, per finanziare gli accordi “tutti gli strumenti e le risorse rilevanti di finanziamento devono essere mobilitate in maniera coerente”, conclude il Consiglio. La Commissione ha chiesto di mettere a disposizione nuovi 500 milioni di euro, per arrivare a un miliardo di risorse fresche per questo progetto.

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Portale Immigrazione

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