Decreto Salvini, pacchetto sicurezza e migranti

decreto sicurezza salvini

Decreto Salvini sui migranti : il pacchetto sicurezza e immigrazione

Il decreto legge del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che si incentra sull’immigrazione, è praticamente pronto: la bozza è stata terminata, e necessita solamente di alcune modifiche. Secondo fonti giornalistiche, già a settembre potrebbe approdare in Parlamento.

Si tratta di un decreto di impatto notevole e, soprattutto, rivoluzionario sotto diversi aspetti perché destinato – se verrà approvato così come è impostato – a cambiare diverse leggi sull’immigrazione, generalmente nell’ottica di restringere il diritto dei rifugiati così come concepito attualmente.

Le misure mirano a cambiare in maniera incisiva l’attuale disciplina sull’immigrazione così come presente in Italia.

Dopo le ultime modifiche (che saranno probabilmente marginali) il pacchetto passerà alla valutazione del Consiglio dei ministri. Ad ora, possiamo intravedere alcuni punti fissi nell’alveo della disciplina del Decreto Immigrazione di Salvini, vediamo quali sono.

Le possibili novità del Decreto Salvini: punti fondamentali

Vediamo quali sono i punti fondamentali del Decreto, quelli per ora noti e più importanti dal punto di vista di una futura approvazione.

pacchetto sicurezza 2018

Raddoppio dei tempi di detenzione degli irregolari

Gli immigrati irregolari verranno trattenuti nei Centri per i Rimpatri non più per massimo 3 mesi, ma per massimo 6 mesi. Il raddoppio dei tempi serve perché ora come ora la massa ingente di irregolari non permette di identificarli tutti con chiarezza in tempi così stretti.

Nella visione del decreto, quindi, raddoppiare il tempo di mantenimento degli irregolari nei CPR a 180 giorni potrà servire a rendere più efficace il procedimento di identificazione ed espulsione.

Il secondo motivo di questa misura è quello di creare un “effetto deterrenza”: in sostanza, se gli immigrati irregolari verranno effettivamente espulsi, sempre meno persone rischieranno la vita per raggiungere le coste italiane senza titolo per il diritto d’asilo.

Incrementare i CPR

Nel piano di Salvini vi è anche un aumento di numero dei Centri per identificazione e rimpatrio in modo da agevolare l’enorme mole di lavoro; secondo il decreto essi verranno concordati con le regioni e le istituzioni locali.

Giro di vite sulle domande di protezione internazionale da parte di pregiudicati

Chi commette determinati reati particolarmente gravi non potrà proseguire nella richiesta del diritto di rifugiato. Si tratta di una norma particolarmente sentita in conseguenza ad alcuni recenti episodi di cronaca.

In particolare il decreto del Ministro dell’Interno prevede un ampliamento dei reati che consentono di rifiutare o revocare il diritto di protezione internazionale.

Stretta sulle norme per la concessione del permesso umanitario

Venir meno dello status di rifugiato laddove egli compia un viaggio nella regione di provenienza.

Limiti all’impugnazione del diniego di permessi umanitari. Il decreto mira a che a limitare le possibilità di impugnare il decreto, cosa che ora come ora mette in difficoltà le commissioni giudicanti che si trovano di fronte ad una grande mole di contenziosi; la possibilità di impugnazione quindi sarà ridotta per evitare che ognuno impugni la decisione.

Sostituzione della carta d’identità per gli immigrati, con un documento di riconoscimento.
Istituzione, in alcune prefetture, delle Sezioni Dublino.

Possibilità di accoglienza nel sistema SPRAR solo per i permessi di protezione internazionale e non umanitaria.

Migranti, il 24 settembre il Decreto Legge in Cdm

Ancora divergenze su aspetti essenziali del Dl sulla sicurezza e immigrazione voluto da Matteo Salvini perché ci sono aspetti importanti che non convincono l’altra maggioranza

Il tema migranti è un tasto caldo non solo nell’opinione pubblica ma anche all’interno del governo, con le posizioni della Lega e dei 5Stelle che si stanno sempre più allontanando.

Lo dimostra anche il rinvio, temporaneo, della presentazione per il Decreto Legge sulla sicurezza e immigrazione che doveva essere presentato ieri, 20 settembre, in Consiglio dei ministri cosa che invece probabilmente succederà lunedì prossimo (24 settembre) quando saranno presenti sia il premier Giuseppe Conte che Luigi Di Maio.

Matteo Salvini era certo di portare a casa il provvedimento in tempi brevi e invece è costretto ad attendere anche se assicura che non esistano divergenze tra i due partiti di maggioranza tanto da essere tutto pronto per la riforma.

Una posizione per ora confermata anche dal premier che ieri ere assente giustificato perché in missione a Salisburgo e ha detto di voler assistere alla presentazione trattandosi di tempi così importanti.

Ma le indiscrezioni in arrivo da Roma prefigurano uno scenario diverso perché non sarebbe tutto a posto come assicura la Lega per bocca del suo leader.

Ci sono alcuni passaggi, a cominciare dalla cancellazione del permesso per motivi umanitari, le limitazioni per l’acquisizione della cittadinanza italiana, l’abrogazione della norma che implica il diritto di iscrizione anagrafica del richiedente asilo e l’introduzione di un permesso di soggiorno per casi speciali solo per 12 mesi al posto dei 24 attuali sono tutti temi che non piacciono almeno ad una parte del MoVimento, quella più attenta ai problemi sociali.

Ed è su questi passaggi, non certo secondari, che al momento una quadratura ancora non è stata trovata, nonostante la volontà del ministro Salvini di far accettare il pacchetto completo prima di portarlo all’esame delle Camere.

Ma esistono anche questioni tecniche di non facile risoluzione e alle quali si sta mettendo mano prima che il Dl venga presentato al Consiglio dei Ministri.

Il Ministero dell’Economia ad esempio, dovendo fare i conto in tasca allo Stato, non vede di buon occhio il mantenimento di tutte le cinque sedi dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia già operative a Roma, ma anche Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Milano.

Troppe spese per le casse pubbliche dato il loro mantenimento e quindi almeno una dovrà essere chiusa.

E poi ci sono le osservazioni dell’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, sull’accesso da parte delle locali Polizie Municipali al Centro elaborazione dati e non convince nemmeno l’ipotesi di portare il “blocco stradale” che attualmente è punito con multe elevate, sotto il profilo penale se chi lo mette in atto lo fa per ottenere il permesso di soggiorno.

Tutti particolari non di secondo piano che per ora frenano la riforma voluta da Salvini, in attesa di ulteriori modifiche. E sullo sfondo c’è il passaggio in Parlamento, forse non così semplice.

avvocato studio legaleavvocato per stranieri

About the Author

Portale Immigrazione
Redazione di portale immigrazione e permesso di soggiorno

Leave a comment

error: Content is protected !!