Depenalizzazione reato di clandestinità

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Ultimi giorni per il reato di immigrazione clandestina che, da reato penale, diventerà illecito amministrativo : nonostante il Premier Matteo Renzi abbia chiarito che la depenalizzazione del reato di clandestinità non sarà nel Consiglio dei ministri di venerdì prossimo, è altrettanto chiaro come rimanga nell’agenda del Governo.

Parlando al TG1, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha detto che «non serve la demagogia ma nemmeno il buonismo: chi sbaglia deve andare via. Secondo gli esperti il reato non serve e intasa i tribunali, ma è vero che c’è una percezione di insicurezza da parte dei cittadini, perciò il percorso di cambiamento delle regole sarà fatto senza fretta».

Con queste parole ha sostanzialmente confermato come rimanga ferma l’intenzione, per il Governo, di depenalizzare il reato di clandestinità, introdotto dal governo Berlusconi, come peraltro già anticipato da una precedente audizione – datata 8 luglio 2015 – del ministro della Giustizia Andrea Orlando alla Commissione Affari Costituzionali al Senato, il quale comunicava che il Governo aveva ultimato i lavori di redazione del decreto che ottempererà alle indicazioni ricevute l’anno scorso dal Parlamento, allorquando delegò al Governo di “abrogare, trasformandolo in illecito amministrativo, il reato previsto dall’articolo 10-bis” del Testo Unico sull’Immigrazione.

Le parole del Premier Renzi sono state confermate anche dal ministro Boschi. La discussione verte dunque sul come comunicare la depenalizzazione del reato di clandestinità ai cittadini e non sulla decisione politica di eliminare tale reato.

È quindi solo questione di tempo : presto sarà realtà la depenalizzazione del reato di ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato di cui spesso si è parlato sino ad oggi. Facendo un breve excursus storico, il reato di immigrazione clandestina, dopo essere stato introdotto nel 2009 nell’ordinamento italiano, si è manifestato come un fallimento, avendo intasato le Procure di procedimenti giudiziali di poco conto e avendo così distolto risorse dalla lotta alla criminalità organizzata che gestisce i traffici di persone.

Come dicevamo in apertura, il decreto che il Governo sta redigendo non annullerà completamente l’immigrazione clandestina, che rimarrà vietata, ma la depenalizzerà trasformandola in illecito amministrativo: chi entra clandestinamente in Italia andrà dunque ancora incontro alla espulsione, ma il tutto sarà più rapido, non dovendo prima subire un procedimento penale.

Chiaramente a essere depenalizzata sarà solamente il primo ingresso in Italia : successivi ingressi clandestini, così come disobbedire al foglio di via, o disobbedire all’ordine di consegna del passaporto o all’obbligo di firma in Questura rimangono reati penali.

La depenalizzazione beneficerà fin da subito le Procure, che potranno archiviare tutte le procedure in corso relative a tale reato e beneficerà anche la popolazione carceraria, considerato che chi si trova recluso o sottoposto a differenti misure a causa di questo reato potrà essere liberato ed espulso dall’Italia.

È stato il Guardasigilli stesso a riconoscere, nel corso dell’audizione del passato Luglio 2015, che “l’abrogazione del reato di immigrazione clandestina non solo comporterà un risparmio di risorse, giudiziarie e amministrative“, ma avrà anche “effetti positivi per l’efficacia delle indagini in materia di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e traffico di migranti“.

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