Discriminazione razziale, multa al sindaco di Alassio

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Alassio, multa al sindaco per l’ordinanza contro i migranti

Nell’estate del 2015 Enzo Canepa aveva vietato ai migranti privo di certificato medico che escludesse malattia contagiose di fermarsi lì. Ma il gip lo ha condannato per discriminazione razziale

Una multa da 3750 euro per “discriminazione razziale”: è quella che dovrà pagare Enzo Canepa, attuale sindaco di Alassio, condannato dal gip del tribunale di Savona dopo essere stato processato per la sua ordinanza nella quale vietava ai migranti sprovvisti di un certificato medico che escludesse malattie contagiose di sostare nel suo comune.

La richiesta di condanna era arrivata dal sostituto procuratore Chiara Venturi che aveva proceduto dopo le denunce presentate da alcune associazioni, a partire dal Comitato contro ogni discriminazione di Genova, contro la delibera firmata dal sindaco di Alassio nell’estate del 2015.

Canepa aveva preso come spunto alcune possibili malattie contagiose come il virus Ebola che secondo lui la presenza dei migranti nel comune savonese avrebbe potuto produrre un contagio, anche se in realtà non c’era nessun caso accertato in Italia e quindi era accusato di essersene approfittato con intenzioni discriminatorie.

E la tesi dell’accusa era stata sposata anche dall’Unar (Ufficio antidiscriminazioni della presidenza del Consiglio) tanto che era arrivato anche un documento di censura nei confronti di Canepa.

In realtà però successivamente il sindaco alassino, sostenuto nella sua battaglia anche del presidente della Regione, Giovanni Toti (Forza Italia) e dall’assessore alla Salute, Sonia Viale, era andato avanti e dietro a lui si erano mossi anche altri sindaci liguri che avevano firmato ordinanze su quella falsariga. E provvedimenti analoghi erano anche arrivati in altre regioni italiane, suscitando reazioni simili a quelle che si erano scatenate dopo il caso Alassio.

Il sindaco però non ci sta e ha già annunciato ricorso contro la condanna. Secondo lui quella ordinanza non ha nessun intento razzista, ma solo un atto per tutelare la salute dei cittadini e dei turisti dopo che c’erano state segnalazioni di casi di scabbia riscontrati a Ventimiglia in alcuni migranti presenti.

Inoltre rimane convinto della bontà di quel provvedimento e vuole andare a processo proprio per spiegare come era arrivato a quella decisione che rifirmerebbe anche oggi.

Al suo fianco c’è il centrodestra, a cominciare dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Angelo Vaccarezza: “Da mesi subiamo quello che più che un progetto di accoglienza è una vera e propria invasione incontrollata. Un amministratore che ha a cuore la salute dei suoi cittadini ha provveduto a emanare una ordinanza che fosse a tutela di tutti”.

E con Canepa c’è anche il governatore Toti che ha commentato la sentenza su Facebook esprimendo la sua solidarietà e manifestando stupore per la decisione del giudice.

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