Il permesso di soggiorno per valore civile e per calamità naturale

Il permesso di soggiorno per valore civile e per calamità naturale

Permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile

Articolo 42-bis testo unico immigrazione

Qualora lo straniero abbia compiuto atti di particolare valore civile, nei casi di cui all’articolo 3, della legge 2 gennaio 1958, n. 13, esponendo la propria vita a manifesto pericolo :

  1. per salvare persone esposte ad imminente e grave pericolo
  2. per impedire o diminuire il danno di cui grave disastro pubblico o privato
  3. per ristabilire l’ordine pubblico, ove fosse gravemente turbato, e per mantenere forza alla legge
  4. per arrestare o partecipare all’arresto di malfattori
  5. per progresso della scienza od in genere per il bene dell’umanità
  6. per tenere alti il nome ed il prestigio della Patria.

il Ministro dell’interno, su proposta del prefetto competente, autorizza il rilascio di uno speciale permesso di soggiorno, salvo che ricorrano motivi per ritenere che lo straniero risulti pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, ai sensi dell’articolo 5, comma 5-bis.

Il Questore rilascia un permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile della durata di due anni, rinnovabile, che consente l’accesso allo studio nonché di svolgere attività lavorativa e può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Motivazione dell’introduzione del permesso di soggiorno per lo straniero che compie atti di particolare valore civile

La lettera q) del comma 1 del Decreto legge Salvini, prevede, con finalità premiale e di integrazione sociale, il rilascio di un permesso di soggiorno per lo straniero che compie atti di particolare valore civile, mutuando l’espressione dall’art. 3 della legge 2 gennaio 1958, n. 13, recante norme per la concessione di ricompense al valore civile.

Per esigenze di equa e uniforme valutazione degli atti compiuti, ed in considerazione della vasta, eco a livello nazionale che tali episodi possono produrre, si è ritenuto di demandare al Ministro dell’interno, su proposta del Prefetto competente per territorio, la potestà di autorizzare il rilascio del permesso di soggiorno per valore civile.

Fatte salve controindicazioni soggettive derivanti dalla sussistenza della pericolosità dello straniero per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, valutata ai sensi dell’articolo 5, comma 5 bis del testo unico in materia di immigrazione.

Il permesso di soggiorno per valore civile e per calamità naturale
Il permesso di soggiorno per valore civile e per calamità naturale

Detto permesso di soggiorno, rilasciato dal Questore, ha durata biennale ed è convertibile in permesso per motivi di lavoro.

Permesso di soggiorno per calamità naturale

Art. 20-bis testo unico immigrazione

Quando il Paese d’Origine verso il quale lo straniero dovrebbe fare ritorno versa in una situazione di contingente ed eccezionale calamità naturale che non consente il rientro in condizioni di sicurezza, il questore rilascia un permesso di soggiorno per calamità naturale.

Il permesso di soggiorno per calamità naturale rilasciato a norma dell’articolo 20-bis ha, la durata di sei mesi, è valido solo in Italia e consente di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Motivazione dell’introduzione del permesso di soggiorno per calamità naturale

La lettera h) del medesimo comma l del decreto legge Salvini prevede uno speciale permesso di soggiorno per lo straniero che dovrebbe fare ritorno in un: Paese che versa in una situazione di contingente ed eccezionale calamità naturale che non gli consente il rientro in condizioni di sicurezza.

In considerazione della natura dell’impedimento all’esecuzione dell’espulsione – calamità naturale eccezionale e contingente – il permesso di soggiorno in parola ha una durata di sei mesi e, pur consentendo lo svolgimento di attività lavorativa, non è prorogabile ne convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Migranti, tutte le novità del Decreto Salvini

Stretta sulle domande di cittadinanza e sui permessi di soggiorno umanitario

Sono molti i punti fermi alla base del nuovo ‘decreto immigrazione‘ firmato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

permesso di soggiorno per atti di valore civile
Permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile

L’obiettivo primario è quello di dare una stretta alle concessioni della cittadinanza italiana, diminuire anche il numero complessivo dei permessi di soggiorno per gli immigrati e al tempo stesso aumentare quindi i loro rimpatri.

Un piano che comunque dovrà fare i conti, oltre che con l’opposizione, anche con le rigide norme europee in materia (soprattutto sul diritto d’asilo e sull’accoglienza) e quelle previste dalla nostra Costituzione ma anche con la copertura finanziaria che rischia di scontrarsi con le altre esigenze del nostro Paese.

Ma vediamo quali sono i punti cardine del ‘Decreto Salvini‘ in tema di immigrazione:

1) Cittadinanza e Revoca

É previsto un giro di vite per la concessione della cittadinanza, giustificata dall’aumento della minaccia terroristica internazionale oltre che dal fenomeno della contraffazione dei documenti che vengono (o verrebbero) rilasciati dai Paesi di provenienza dei migranti.

Proprio per questo il Decreto prevede la revoca della cittadinanza italiana concessa a quegli stranieri che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale e che siano stati condannati “per gravi reati commessi con finalità di terrorismo o eversione“.

Un intervento, in pratica, per ridurre o cancellare il numero dei cosiddetti “foreign fighters“. Ma al tempo stesso, nell’intento di ridurre il numero di domande per la cittadinanza italiana, sarà anche rivista la norma che prevede il riconoscimento per motivi di sangue, ritenuta troppo generica e quindi causa di un aumento indiscriminato delle domande.

2) Giustizia

Nel Decreto entrano anche nuove norme per i tribunali nell’intento di frenare il fenomeno degli avvocati d’ufficio che secondo quanto ha affermato più volte il ministro Salvini si arricchiscono approfittandosi dei migranti.

Così la disciplina per il processo civile verrà equiparata a quello penale prevedendo l’esclusione dal diritto all’anticipazione delle spese per il difensore ammesso al gratuito patrocinio se l’impugnazione della domanda viene dichiarata dal tribunale improcedibile o inammissibile.

3) Permesso di soggiorno umanitario

Altro tema delicato è quello del Permesso di Soggiorno Umanitario. Secondo il testo, che rispecchia le idee più volte espresse negli ultimi anni dalla Lega, non esiste proporzione tra le domande accettate perché rientrano nelle forme di protezione internazionale previste dalle norme europee e che sono pari al 22% negli ultimi cinque anni (due terzi come protezione sussidiaria e un terzo come status di rifugiati) e i permessi di soggiorno per motivi umanitari che solo nel 2018 sono stati pari al 28%.

La tutela umanitaria deve essere un provvedimento eccezionale, come si legge nel testo, mentre invece ad oggi è diventata prevalente.

Tre sole le condizioni necessarie per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari che devono anche godere della necessaria copertura finanziaria: condizioni di salute effettivamente gravi, situazioni acclarate di calamità naturale nel Paese di provenienza ma anche un premio per il cittadino straniero che si sia reso protagonista di atti di particolare valore civile.

A questo discorso si aggancia quello della protezione internazionale. Verrà ampliato l’elenco dei reati che, se portano a condanna definitiva, portano al rifiuto o alla cancellazione della protezione.

Vengono inseriti quindi reati di violenza sessuale, reati di produzione, traffico e detenzione ad uso non personale di stupefacenti, rapina ed estorsione, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e gravissime, ma anche mutilazione degli organi genitali femminili, furto e furto in abitazione aggravati dal porto di armi o narcotici.

4) Rimpatrio e procedure

Nel Decreto Salvini vengono anche quantificate le spese necessarie per rendere effettive le procedure per il rimpatrio: complessivamente 3,5 milioni di euro fino al 2020 (500mila euro quest’anno, altri 1,5 a testa nei due anni successivi). In realtà però non basterebbero nemmeno per un migliaio di rimpatri, ché il costo medio si aggira sui 4000-5000 euro.

5) Ultimo capitolo importante del Decreto è quello legato alle procedure per il riconoscimento o meno della protezione internazionale.

Verranno introdotte alcune disposizioni che riducono il ricorso strumentale a questo tipo di domanda, rispettando comunque le norme internazionale, soprattutto quando le richieste vengono presentate al solo scopo di posticipare in maniera fittizia i rimpatri.

E per ottimizzare le procedure viene anche prevista la possibilità di creare presso alcune prefetture una sorta di uffici decentrati dell’Unità Dublino che è già attiva al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno e che si occupa di individuare lo Stato dell’Unione Europea competente sull’esame della domanda. per meglio ottimizzare le risorse, i progetti di integrazione e inclusione sociale saranno destinati soltanto ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati.

Per le vostre domande

avvocato studio legale
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