Espulsioni stranieri e nuovi CIE

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Migranti irregolari, l’Italia adotta la linea dura

Il nuovo ministro dell’Interno, Marco Minniti e il prefetto Gabrielli che guida la polizia annunciano controlli più rigidi anche sulle espulsioni degli immigrati irregolari in Italia

D’ora in poi come ha insegnato una volta di più il caso di Anis Amri, l’attentatore di Berlino che doveva essere espulso dall’Italia, non ci sarà più spazio per ordini espulsione che rimangono soltanto sulla carta e non vengono poi eseguiti, ma un vero accompagnamento fisico fino al Paese di appartenenza dell’immigrato mandato via dall’Italia.

È questa la linea all’insegna della massima severità tracciata da Marco Minniti, nuovo Ministro dell’Interno, che sull’immigrazione irregolare ha idee chiare e severe, anche a costo di scontrarsi con quella parte del suo partito, il Pd, favorevole invece alla linea morbida.

E forse non è un caso che i ministro abbia annunciato questa stretta proprio a Milano, in quella Lombardia governata dal centrodestra con Roberto Maroni come presidente della Regione e con idee intransigenti sugli immigrati che delinquono.

Il primo passo verso questo giro di vite è in una circolare firmata dal Capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, nella quale si invitano tutti i prefetti e i questori a predisporre un piano destinato a rintracciare tutti gli immigrati illegali dei quali ci sia conoscenza affinché siano portati nei Cie e rimpatriati in massa. Come scrive Gabrielli, “il controllo e l’allontanamento degli stranieri irregolari permetterà intercettare fenomeni di sfruttamento e di inquinamento dell’economia collegati a forme di criminalità organizzata”.

Un provvedimento che viene considerato necessario per aumentare la prevenzione e il contrasto di possibili attentati e della formazione di cellule jihadiste anche nel nostro Paese.

Una linea rigida che in fondo è condivisa anche da altre nazioni leader in Europa a cominciare dalla Germania, colpita nel cuore dal recente attentato di Berlino che ha causato 12 vittime.

Ecco perché nella circolare di Gabrielli si parla di piani straordinari da disporre in ciascuna delle province italiane con una specifica attività di controllo sul territorio da parte dei diversi organi di polizia al fine di assicurare la massima efficienza e prevenzione.

Quindi sia la Polizia come i Carabinieri, ma anche la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale dovranno contribuire tutti alla buona riuscita dei controlli che porteranno in ultima analisi alla espulsione coatta degli immigrati irregolari.

Un’attività che nelle intenzioni del governo dovrebbe garantire anche maggiore prevenzione di fenomeni come il caporalato e lo sfruttamento della manodopera nonché il reclutamento di clandestini da parte delle organizzazioni criminali che operano in Italia.

Ecco perché servono nuovi Cie (Centri di identificazione ed espulsione) in tutte le regioni italiane ma anche nuovi accordi di riammissione con i Paesi di origine degli immigrati, mentre adesso gli unici che funzionano veramente sono quelli bilaterali con Egitto, Marocco, Tunisia e Nigeria, anche se su questo tema serve una presa di posizione più decisa di tutta la Comunità Europea.

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