Il permesso di soggiorno elettronico e il Garante Privacy

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Il Garante per la privacy proprio ieri, 29 aprile 2015, ha dato il via libera a tre schemi di decreti direttoriali del Ministero dell’interno che riguardano le prescrizioni tecniche sul permesso di soggiorno elettronico (definito anche Pse).

I tre schemi di decreto del Governo individuano le prescrizioni tecniche riguardo alle procedure e ai processi di produzione per l’emissione e il controllo del permesso di soggiorno, all’infrastruttura di sicurezza Pse, alle modalità di acquisizione e di verifica degli elementi biometrici primari (ovvero, il riconoscimento della persona tramite le immagini del volto) e secondari (il riconoscimento tramite le impronte digitali).

Gli schemi di decreti sono il risultato di un tavolo di lavoro istituito presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno: vi ha partecipato sin dall’inizio anche l’Ufficio del Garante, che ha fornito indicazioni per elevare il livello delle garanzie per gli immigrati interessati dal procedimento.

Il Pse dovrebbe essere rilasciato allo straniero dall’Ufficio immigrazione della Questura; si tratta, in sostanza, di una smart card su cui si trovano i dati e la fotografia del titolare, e nella quale è inserito un microprocessore con i dati identificativi dell’intestatario, tra cui appunto l’immagine del volto e le impronte digitali di riconoscimento di cui parlavamo prima.

Ovviamente, a fini di sicurezza, il circuito di emissione e controllo del permesso si basa su un’architettura centralizzata che consente la tracciatura di tutte le operazioni effettuate da ciascun ente coinvolto. Si vuole anche cercare di evitare o perlomeno minimizzare i rischi di contraffazione e falsificazione.

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