Immigrazione regolare, chiarimenti sulla regolarizzazione

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Uno dei problemi più comuni con i quali un datore di lavoro si confronta è quello legato alla regolarizzazione del proprio dipendente, in modo particolare se parliamo di un immigrato che è venuto nel nostro paese per lavorare.

Nel corso del tempo si è creato un vero e proprio fenomeno di immigrazione non normata, queste persone lavorano magari presso piccoli datori di lavoro, questi sono spesso nella situazione di voler regolarizzare il proprio dipendente ma in balia di norme complesse e contradditorie.

Spesso la legge italiana, non aiuta certamente a svolgere quelle operazioni di regolarizzazione necessarie sia al datore di lavoro che all’immigrato, norme complesse e spesso contradditorie, rendono l’operazione piuttosto complessa.

Uno dei maggiori problemi del nostro paese, la legge non è chiara, per meglio dire vengono utilizzate terminologie che rendono una legge ambigua da certi punti di vista e confusa nella sua applicazione, un problema con il quale si scontrano non solo i datori di lavoro.

Il decreto legislativo del 16 luglio 2012 n. 109, cerca di regolarizzare la presenza di immigrati su suolo italiano impiegati in realtà produttive del tessuto italiano.

Si parla dell’introduzione di sanzioni legate a persone che non hanno intenzione di regolarizzare il proprio dipendente, il periodo temporale è dal 2011, intendendo per questo un rapporto di lavoro continuativo e senza interruzioni.

La sussistenza del rapporto di lavoro, deve essere provata tramite apposita documentazione proveniente da organismi pubblici.

Nel caso del certificato medico, si è creato un problema oggettivo, infatti alcune prefetture utilizzano un criterio molto selettivo e severo in termini di certificati medici. Non è possibile per uno straniero irregolare non iscritto all’Asl, esibire un certificato medico.

Infatti il professionista che lo prescrive, si troverebbe ad operare in una sorta di regime privato. In questo senso è intervenuto il Consiglio di Stato che ha cercato di dare una interpretazione corretta e univoca di organismo pubblico.

I medici di base e i medici convenzionati che prescrivono tale certificato, possono essere considerati organismo pubblico. Mentre il certificato medico proveniente da soggetti privati o liberi professionisti non ha il valore di documento proveniente da organismo pubblico.

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