Migliaia di profughi verso altri paesi dell’Unione Europea

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Una proposta legislativa della Commissione europea vuole trasferire i richiedenti asilo in Italia verso altri paesi europei; in totale dovrebbero essere oltre 40mila i trasferimenti, ma non si tratta ancora di una cifra definitiva.

Dall’Italia sarà trasferito il 60% dei richiedenti asilo, come spiegano fonti europee. Potrebbero così andar via dall’Italia, in un sol colpo, tra le 24mila e le 36mila persone. Qualche giorno fa si è tenuta la riunione dei capi di gabinetto, che hanno esaminato la bozza della proposta legislativa suddetta.

Pare, dall’ultimo riesame, che 60mila sia la cifra circolata. Però da Bruxelles fanno sapere che la cifra definitiva si saprà solo mercoledì, dopo la riunione dei commissari, perché in quella sede sarà presa la decisione effettiva. I numeri fin qui elencati, perciò, vanno presi “con le pinze”, perché potrebbero variare anche significativamente.

Nella proposta legislativa ci sarà forse anche l’ennesimo richiamo all’Italia di assolvere ai propri obblighi, per quanto riguarda la registrazione delle impronte digitali di tutti i migranti che sbarcano nel nostro paese. Resta comunque il problema di tutti coloro che arrivano privi di documenti e che non vogliono dare le impronte.

La soluzione prospettata è quella di utilizzare gli hotspot, ovvero centri dove far convergere i migranti, in presenza di specialisti di Frontex, dell’Ufficio europeo per l’asilo (easo) e di Europol, oltre ai necessari presidi sanitari. È la stessa Agenda sull’immigrazione, di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane, a prevedere gli hotspot.

Si vuole, infatti, arrivare a fare una distinzione già allo sbarco tra i richiedenti protezione internazionale e i cosiddetti migrantieconomici”, che cioè raggiungono l’Europa nella speranza di trovare condizioni di vita migliori rispetto al paese di provenienza.

Questi ultimi, però, andranno “rimpatriati in modo tempestivo”. Non si sa ancora però dove né quando creare questi hotspot.

Intanto, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha parlato con Hollande e con la Merkel, per cercare di ottenere aiuti, affinché l’Italia non sia lasciata sola nel difficile compito di accoglienza ai migranti.

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Nel 2008 sono rifugiato per motivo migrati economici, disoccupato asilo politico per l’assunzione siamo persone riconosciute, di rispetto, educazione civile, riconosciuto carattere bene stato ottimo buono. il permesso di soggiorno risultato negativo come possibile.

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