Pensione sociale per stranieri e permanenza all’estero

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Assegno sociale, la residenza in Italia è un obbligo

Tra i punti fermi delle regole per ricevere l’assegno sociale (ex pensione sociale) c’è anche quella della residenza: se si cambia verso un paese estero, non si può percepire la somma.

Il fenomeno degli italiani arrivati in età pensionabile che si trasferiscono all’estero, in Paesi come Spagna, Malta o Portogallo, cresce anno dopo anno anche se non si può parlare di vera migrazione.

Lo fanno per un più basso costo della vita, per pagare meno tasse, per godersi al meglio i sodi della pensione.

Ma cosa succede se gli stranieri in Italia che ricevono l’assegno sociale (quello che una volta era la pensione sociale) e soprattutto, è necessario che mantengano la loro residenza nel nostro Paese oppure possono spostarla?

Che cosa è oggi la pensione sociale ?

Anzitutto occorre fare chiarezza su quello che è oggi l’assegno sociale: un sussidio erogato dallo Stato destinato soltanto ad alcune categorie che, al compimento di una certa età si trovano in condizioni difficili.

Una pensione a tutti gli effetti, garantita indipendentemente dai versamenti contributivi, erogata direttamente dall’Inps e non reversibile.

Si tratta anche di un contributo provvisorio, quindi ogni anno una commissione verifica che sussistano ancora le condizioni per continuare ad incassarla o meno.

Requisiti necessari per la pensione sociale

Sono diversi i requisiti necessari per la pensione sociale:

in primis aver raggiunto un’età di almeno 66 anni e 7 mesi (tetto che è entrato in vigore dal 1° gennaio 2018), un reddito massimo di 5.824,91 euro, se il richiedente non è coniugato, un reddito massimo di 11.649,82 euro sempre se non coniugato.

E ancora, essere cittadini italiani o comunque comunitari mentre gli extracomunitari dovranno essere in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo e aver soggiornato legalmente in Italia per un periodo stabile e continuativo di almeno 10 anni.

Essere residenti in Italia

Ecco quindi che entra in scena la residenza in Italia. Se uno dei requisiti è quello di risedere stabilmente nel nostro Paese, non sarà possibile continuare ad incassare l’assegno sociale nel caso in cui ci si trasferisca all’estero.

Si tratta infatti di una forma pensionistica diversa dalle altre previste dagli Enti previdenziali e come tale verrà revocata se la residenza viene spostata in una nazione diversa dall’Italia.

Ma a quanto può ammontare l’assegno sociale ?

Nel caso in cui siano soddisfatti tutti i requisiti previsti, la cifra mensile è di 448, 07 euro erogata per tredici mensilità, sempre che il reddito sia pari a nulla.

Invece se comunque c’è un minimo reddito, verrà data soltanto la parte che corrisponde alla differenza tra l’intero importo dell’assegno sociale e l’ammontare reddito percepito.

Infine se il richiedente o i coniugi superano i limiti di reddito imposti nei requisiti, l’assegno sociale non verrà concesso o comunque sospeso in futuro in base alle verifiche.

avvocato imperia sanremo, studio legale

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Portale Immigrazione
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