Permessi di soggiorno in Svizzera, problemi per i cittadini italiani

Italiani allontanati dal Canton Ticino: permessi di soggiorno verso il rifiuto

Qualche giorno fa una trasmissione elvetica ha mostrato i dati ricavati da un’indagine concernente il mancato rispetto delle leggi in materia di permessi di soggiorno e di lavoro da parte delle autorità del Canton Ticino.

Pare infatti che quest’ultimo stia ponendo in essere ogni atteggiamento contrario legem per allontanare i cittadini stranieri ritenuti non graditi, tra questi anche molti cittadini italiani.

Vivere in Svizzera. I permessi di soggiorno

La legge svizzera parla chiaro. Coloro che vogliono risiedere nello stato, devono essere muniti di permesso. Ne esistono di diverso genere:

  • permesso G, rilasciato ai frontalieri, ovvero le persone che svolgono un’attività lavorativa in Svizzera ma che vanno via dallo stato nel weekend.
  • permesso B, valido per gli stranieri che vogliono stare nel Ticino stabilmentr
  • permesso C, richiedibile da chi ha avuto il B almeno per 10 anni e, per molti, è anticamera della naturalizzazione.

È l’ufficio per gli stranieri a rilasciare questi permessi, con l’ausilio di dipartimento delle Istituzioni, ministero cantonale diretto da Norman Gobbi, fiore all’occhiello della Lega dei Ticinesi (partito di maggioranza).

Le norme valide per gli europei

Avendo sottoscritto la convenzione di Schengen, nel 2004 la Svizzera pone in essere per i cittadini europei che richiedono residenza le norme sovranazionali.

Queste ultime, accanto alle leggi nazionali, prevedono che lo straniero, a seconda del permesso ottenuto, deve dimostrare di avere il centro dei loro interessi in Ticino, di risiedervi almeno per 6 mesi e un giorno ogni anno solare e, per tutti e indistintamente, può scattare l’espulsione dal Paese laddove il cittadino dovesse diventare un pericolo per la comunità elvetica.

Ora però il cantone ticinese, sotto il controllo di Norman Gobbi sta mancando il rispetto di queste norme, dando filo da torcere agli stranieri senza un reale senso.

Controllo serrati degli stranieri in Svizzera

Sebbene uno straniero possa vivere in loco da 5 o 10 anni, oggi viene perseguito da anomali appostamenti della polizia sotto casa o presso i loro lavori.

Le case vengono perquisite, i contatori vengono esaminati per valutarne i consumi.

Quel rapporto stilato dagli agenti viene poi depositato, e in base a quanto scritto dentro si tirano le somme.

Se ad esempio un lavoratore esce alle sei di mattina e torna alle otto di sera, ha un basso consumo elettrico: ma quel dato diventa incolpante per la loro posizione di straniero. In pratica viene accusato di non aver realmente scelto il Ticino come centro del suo interesse. Per chi ha precedenti penali diventa ancora più ferrea la caccia alle streghe.

Rifiuti del permesso di soggiorno in aumento

Quanto deciso da Gobbi sta rovinando la quiete di molti bravi cittadini. Ne consegue un alto tasso di rifiuti di permessi: solo nel 2019 sono state respinte quasi mille domande.

Ovviamente chi si vede negare un permesso possono fare ricorso al Tribunale amministrativo cantonale (Tram). Nel 2015 i ricorsi accettati sono stati il 28%, nel 2019 il 47%, praticamente un diniego su due è stato sconfessato dalle autorità di verifica.

Secondo l’avvocato Paolo Bernasconi, famoso in Ticino per le sue attività in difesa di stranieri e rifugiati, questo alto tasso di rifiuti dipende dalla convinzione governativa che gli stranieri non muoveranno un dito per ottenere quanto spetta loro, forse perché temono ripercussioni o per una questione prettamente economica.

Non tutti infatti possono permettersi un avvocato, le cui tariffe in Ticino, peraltro, non sono certo una passeggiata

Dal suo canto Gobbi, non nasconde che (lo ha ammesso anche in una intervista presso un quotidiano ticinese) la sua è una politica difensiva per la Svizzera.

Ha negato di non osservare le leggi vigenti, ma si è auto promosso come grande severo applicatore di quelle regole.

Alto consenso in Svizzera per le politiche restrittive nei confronti degli Stranieri

Abbiamo detto nel paragrafo introduttivo che questo sbagliato comportamento è emerso in seno ad una trasmissione televisiva. In quell’occasione, è stato messo in evidenza tutto quanto poc’anzi indicato e soprattutto come Gobbi continua ad essere acclamato dai ticinesi.

Sempre nell’inchiesta tv, l’avvocato Paolo Bernasconi ha spiegato il male immaginario che i cantoni cercano di curare e ha mosso le critiche a questa politica del Gobbi.

Verso la fine della trasmissione si sentono proprio le parole del Gobbi che si proclama attuatore delle regole, e che sostiene di aver fatto tutto per amore dei ticinesi e per una maggiore cautela.

L’opposizione ticinese è insorta accusando la trasmissione e l’emittente TV di essere di parte e accusando Gobbi di mancare l’applicazione delle norme sovranazionali. I socialisti parlano di metodi abusivi della polizia, e del loro operato.

Dal suo canto, l’Unione Democratica di Centro (Udc), primo partito in Svizzera, dopo quanto accaduto, sta meditando sull’idea di togliere il proprio giudice al Tribunale federale perché preferisce osservare le leggi piuttosto che le disposizioni di Gobbi.

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