Permesso per lavoro stagionale rinnovo e proroga

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Proroga dei permessi di soggiorno stagionali

La proroga permesso stagionali è possibile, senza che il lavoratore extracomunitario debba ritornare al suo paese di origine, purché, complessivamente, non si superi il limite massimo di durata del rapporto di lavoro stagionale, stabilito dal D. Lgs. 286/98 in 9 mesi all’anno.

Questo significa che se un lavoratore è stato assunto con permesso di lavoro stagionale, per una durata ad esempio di tre mesi, e il datore di lavoro richiede una proroga del rapporto di lavoro stagionale, la stessa può essere concessa per un periodo massimo di sei mesi, in quanto i due (o più) periodi di lavoro stagionale non devono superare complessivamente i nove mesi.

Non solo, sempre ai sensi del medesimo D. Lgs. 286/98, è possibile che a richiedere la proroga del permesso di lavoro tempo determinato sia un altro datore di lavoro : quindi è possibile, per il lavoratore extracomunitario entrato in Italia regolarmente con un contratto di lavoro temporaneo rivolgersi ad altri datori di lavoro, al fine di ottenere una nuova proposta di lavoro da notificare allo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura competente per ottenere così la proroga del permesso di soggiorno.

Rinnovo del permesso di soggiorno stagionale

Le pratiche burocratiche richieste per il rinnovo del permesso di soggiorno sono ridotte al minimo, tanto è che è sufficiente il datore di lavoro iniziale, in sede di rinnovo del contratto di lavoro stagionale, o il nuovo datore di lavoro, in sede di comunicazione del contratto di lavoro stagionale, effettui la regolare comunicazione UNILAV affinché il permesso di soggiorno stesso si intenda prorogato.

Nella comunicazioni UNILAV, infatti, il datore di lavoro indica tutti i dati necessari allo Sportello Unico per l’Immigrazione per concedere la proroga del permesso di soggiorno stagionale, tra cui quelli relativi alla sistemazione alloggiativa e alle condizioni contrattuali. È importante ricordare come la comunicazione UNILAV debba essere effettuata entro 24 ore prima dell’inizio effettivo dell’attività lavorativa, per non cadere in sanzioni e affinché la stessa sia valida.

È interesse dello stesso lavoratore extracomunitario accertarsi che la comunicazione UNILAV sia stata correttamente eseguita nei termini, e che i dati in essa riportati siano corretti, poiché, come abbiamo detto, è proprio detta comunicazione che permette il rinnovo del suo permesso di soggiorno. È diritto del lavoratore extracomunitario, dunque, ricevere copia della comunicazione UNILAV inviata dal datore di lavoro, anche in considerazione del fatto che deve allegare una copia della stessa nel kit postale di rinnovo.

Oltre a questa, nel kit dovranno anche essere allegati copia del documento d’identità del rappresentate legale dell’azienda datrice di lavoro, copia della documentazione attestante la sistemazione alloggiativa del lavoratore extracomunitario durante il periodo di proroga del permesso di soggiorno, copia del passaporto o del documento di viaggio del lavoratore extracomunitario e copia del permesso di soggiorno in possesso.

Conversione del permesso di soggiorno stagionale

Come detto, non è necessario che il lavoratore esca dal paese per richiedere il rinnovo del permesso di lavoro stagionale qualora la sommatoria dei periodi di lavoro eseguiti dal lavoratore extracomunitario sia inferiore ai 9 mesi all’anno.

Al compimento dei nove mesi di lavoro stagionale, invece, il lavoratore dovrà fare ritorno al proprio paese di origine, sempre che, nel frattempo, non abbia ottenuto la conversione del permesso di soggiorno.

Fin dalla prima entrata come lavoratore stagionale, infatti, il cittadino extracomunitario può richiedere la conversione del permesso di soggiorno stagionale in altro tipo di permesso di soggiorno (subordinato) e questo senza dover far rientro nel proprio paese di origine.

Ciò accade, in particolar modo, quando il datore di lavoro ravvede la possibilità di assumere, a tempo determinato o indeterminato, il lavoratore convertendo il contratto di lavoro da stagionale a subordinato. Questo, ovviamente, purché vi sia capienza delle quote previste dal decreto flussi e il permesso di soggiorno per lavoro stagionale non sia scaduto.

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