Permesso per le vittime di violenza domestica

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Ambito di applicazione

Legge 15 ottobre 2013, n. 119 convertendo e integrando il testo del dispositivo inserito all’articolo 4 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 ha introdotto la nuova fattispecie di permesso di soggiorno per le vittime di violenza domestica di cui all’articolo 18 bis testo unico immigrazione.

L’articolo 18 bis dà attuazione all’articolo 59 della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica ed introduce il rilascio dello specifico permesso di soggiorno per motivi umanitari alle vittime degli atti di violenza perseguiti dalla Convenzione.

La norma trova applicazione quando siano accertate situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero ed emerga un concreto ed attuale pericolo per la sua incolumità per taluno dei delitti previsti dagli articoli 572, 582, 583, 583 bis, 605, 609 bis e 612 bis del codice penale :

  1. 572 c.p. Maltrattamenti contro familiari e conviventi
  2. 582 c.p. Lesioni personali
  3. 583 c.p. Circostanze aggravanti
  4. 583 bis c.p. Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili
  5. 605 c.p. Sequestro di persona
  6. 609 bis c.p. Violenza sessuale
  7. 612 bis c.p. Atti persecutori

o per uno dei delitti previsti dall’articolo 380 del codice di procedura penale commessi in Italia in ambito di violenza domestica, come conseguenza della scelta di sottrarsi alla medesima violenza o per effetto delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari o del giudizio.

Le disposizioni dell’articolo 18 bis si applicano in quanto compatibili anche ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea e ai loro familiari.

Nozione di violenza domestica

Si intendono per violenza domestica uno o più atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.

La procedura di rilascio del permesso

Quando nel corso di operazioni di polizia, di indagini o di un procedimento per taluno dei delitti previsti il questore, con il parere favorevole dell’autorità giudiziaria procedente ovvero su proposta di quest’ultima, rilascia un permesso di soggiorno umanitario per consentire alla vittima di sottrarsi alla violenza.

Con la proposta o il parere sono comunicati al questore gli elementi da cui risulti la sussistenza delle condizioni ivi indicate, con particolare riferimento alla gravità ed attualità del pericolo per l’incolumità personale.

Il medesimo permesso di soggiorno può essere rilasciato dal questore quando le situazioni di violenza o abuso emergano nel corso di interventi assistenziali dei centri antiviolenza, dei servizi sociali territoriali o dei servizi sociali specializzati nell’assistenza delle vittime di violenza. In tal caso la sussistenza degli elementi e delle condizioni è valutata dal questore sulla base della relazione redatta dai medesimi servizi sociali. Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno è comunque richiesto il parere dell’autorità giudiziaria competente.

Rinnovo del permesso umanitario, conversione e revoca

In conformità alla normativa di carattere generale, il particolare permesso di soggiorno per motivi umanitari, di durata annuale, rinnovabile finché perdurino le esigenze umanitarie che ne hanno giustificato il rilascio, consente l’accesso al lavoro del titolare ed è convertibile in permesso per lavoro, ai sensi dell’articolo 14, commi 1, lett. c), e 3, del novellato D.P.R. n. 394/1999.

Il permesso di soggiorno è revocato in caso di condotta incompatibile con le finalità dello stesso, segnalata dal procuratore della Repubblica o, per quanto di competenza dai servizi sociali o comunque accertata dal questore, ovvero quando vengono meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio.

Espulsione dello straniero condannato per violenza domestica

Nei confronti dello straniero condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti commessi in ambito di violenza domestica, possono essere disposte la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione ai sensi dell’articolo 13 del testo unico immigrazione.

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