Regolarizzazione stranieri, emersione pronta la bozza

Regolarizzazione stranieri emersione

Bozza del decreto sui migranti: occorre far emergere i migranti agricoli privi di tutele

L’emergenza coronavirus, la quarantena e la costrizione all’isolamento hanno cambiato completamente il modo di approcciarsi alla società. E questo vale anche in quello che è il rapporto tra migranti e italiani.

Se prima infatti gli stranieri non vedevano l’ora di approdare in una terra migliore, adesso vorrebbero solo andar via (ma non possono).

Se prima accettavano di buon grado cibo e medicine dagli italiani, adesso vogliono che i nostri connazionali restino a debita distanza. Il risvolto della medaglia ?

Emersione lavoro per Stranieri: una bozza in 18 articoli

Sono loro diventati un fattore determinante per l’economia italiana: a fronte della crisi, soprattutto il settore agricolo, ha bisogno di loro e della loro voglia di lavorare per portare avanti il comparto.

In vista di quanto i ministeri di Agricoltura, Lavoro, Interni, Economia e Giustizia circola, stanno lavorando ad una bozza di decreto legge in 18 articoli attraverso cui intendono porre in essere «regolarizzazione» tramite una «dichiarazione di emersione dei rapporti di lavoro».

L’emersione riguarda gli stranieri del settore agricolo, allevamento, pesca

Con il primo articolo, la bozza si apre sostenendo che «al fine di sopperire alla carenza di lavoratori nei settori di agricoltura, allevamento, pesca e acquacoltura», coloro che intendono sottoporre a regolare contratto di lavoro gli stranieri possono presentare istanza allo sportello unico per l’immigrazione.

Permesso di soggiorno di 1 anno, rinnovabile

La valenza del contratto, che non può essere maggiore di un anno, verrà riconosciuto solo dopo una serie di controlli burocratici. Dal loro canto i migranti potranno ricevere il rinnovo del permesso di soggiorno solo attraverso nuovi rapporti di lavoro

Una mossa dovuta, considerando che in Italia, secondo la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, sponsor del progetto «sono circa 600 mila e vivono in insediamenti informali, sottopagati e sfruttati spesso in modo inumano. Ritengo fondamentale nella fase emergenziale regolarizzare gli extracomunitari che ricevano offerte di lavoro… o è lo Stato a farsi carico della vita di queste persone o sarà la criminalità a sfruttarla».

Non chiamatela Sanatoria stranieri

Appare dunque evidente come il lavoro di campo, pur non trattandosi di sanatoria stranieri, è considerato il fulcro dell’economia e della politica. La quarantena non fa sconto tra nord e sud.

Tutte le aziende agricole si ritrovano senza personale. Polacchi, romeni, albanesi non ci sono: chi si occuperà della coltura di pomodori, zucchine e melanzane e delle ciliegie? La situazione è più che critica.

Regolarizzazione stranieri emersione

Coldiretti: scenario terrificante se non si pone rimedio

Dal suo canto, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha messo davanti agli occhi anche del Governo una prospettiva a dir poco terrificante. E infatti ha spiegato che «Rischiamo di perdere il 35% di ciò che c’è nei campi, e questo peserà poi soprattutto su chi è più povero».

E a chi domanda quali sono i posti che rischiano maggiormente di essere rovinati da questa situazione, lo scenario diventa ancor più astruso. Fragole mele e uva di Bolzano e Trento, rischiano la non raccolta.

E poi ancora il pericolo è per; Verona con gli asparagi; Cuneo con pesche, kiwi e susine; Latina coi suoi ortaggi in serra; Foggia coi pomodori, i broccoli e i cavoli.

Solo in Trentino ogni stagione, arrivano oltre dodicimila braccianti, di cui quasi tutti romeni, rappresentanti circa il 75% della manodopera totale.

Il presidente della suddetta regione di Coldiretti, Gianluca Barbacovi, è contento di come la Coldiretti nazionale si stia muovendo per prendere contatti e dunque soluzioni con l’ambasciata di Bucarest.

Questo affinché i romeni tornino in Italia e facciano il lavoro di sempre. Al contempo il Veneto pensa di servirsi degli stranieri presenti nei centri d’accoglienza.

Nel mentre: Voucher e piattaforma Job in country

In Trentino comunque, sono stati messi a disposizione dei voucher, e la risposta è stata più che positiva.

La straordinarietà sta nel fatto che in un solo giorno la piattaforma di Coldiretti «Job in country» ha totalizzato «più di 500 richieste di cassintegrati e disoccupati per venire a lavorare nelle nostre aziende.

Forse in venti giorni possiamo avere migliaia di curricula e fare entrare i lavoratori con procedure più semplici. Abbiamo contro la Cgil, ma insistiamo. E comunque la sanatoria non va, è un tema politico e partitico, queste persone non in regola non è detto affatto che lavorino in un contesto agricolo, anzi».

Di tutto contro però, i sindacalisti hanno scritto al premier Conte, facendo presente che questi voucher sono uno strumento attraverso cui si favorisce il precariato.

Una sanatoria stranieri era attesa anche prima del Covid-19

Questa indecisione a tutto gas, comporta il rischio di un’estate senza raccolti, mentre nei ghetti la tensione sale alle stelle per paura del coronavirus.

Secondo quello che pensano sindacalisti del calibro di Giovanni Mininni della Flai-Cgil rischiamo più scaffali vuoti e ghetti pieni. Ci vuole insomma una sanatoria stranieri.

Ad avallare ancor più la tesi Alessandro Verona, medico di Intersos che gira per campi tra Calabria e Puglia.

Secondo quest’ultimo «Una sanatoria era attesa anche prima del Covid-19, Bellanova non ha risolto il problema».

Esclusi dalla regolarizzazione gli espulsi per motivi di sicurezza e condannati per reati gravi

E poi ancora c’è da considerare altro. Ad esempio che nella bozza di legge, all’articolo 7 si sottolinea che non saranno coinvolti nelle nuove decisioni i destinatari di espulsioni, condannati o soggetti pericolosi per la sicurezza dello Stato.

Ma può bastare questo a non scaldare troppo gli animi dei sovranisti?

Vuoi saperne di più, scrivici..

Aggiornamento a cura dello Studio Legale

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