Residenza e carta d’identità dei richiedenti asilo, si cambia

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Incostituzionalità dei decreti sicurezza: è sbagliato negare l’iscrizione all’anagrafe

Ancora una volta messo in discussione il contenuto del primo decreto sicurezza dell’ex titolare del Viminale Matteo Salvini.

Stavolta ad avere la meglio è la teoria per la quale vige l’incostituzionalità della negazione di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti la protezione internazionale.

Dopo che numerosi tribunali avevano riconosciuto il diritto degli stranieri che ricorrevano in giudizio, obbligando quindi i comuni a procedere alla iscrizione nei registri anagrafici, stavolta si è pronunciata la Consulta. Per quest’ultima il contenuto del decreto viola l’articolo 3 della Costituzione.

La pronuncia della Consulta segue quella dei Tribunali

La decisione presa dalla Consulta arriva dopo le numerose questioni sollevate da Milano, Ancona e Salerno nei rispettivi tribunali.

La sentenza sarà molto importante e influenzerà ovviamente in maniera considerevole le modifiche che il governo intende fare ai due decreti, come stabilito da Luciana Lamorgese (Ministro degli Interni).

La bozza pronta aveva già previsto il reinserimento dell’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo che, negli ultimi due anni, sono stati privati di alcuni diritti costituzionalmente garantiti, a cominciare dalle cure sanitarie.

Nella sentenza si legge “È irragionevole la norma che preclude l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo.

La Corte ne ha dichiarato l’incostituzionalità per violazione dell’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo:

per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza;

per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”.

Residenza e carta d'identità dei richiedenti asilo, si cambia
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La Corte Costituzionale rileva i punti critici del decreto salvini

Ampiamente riconosciuta dalla Corte Costituzionale la posizione assurda delle scelte fatte dall’allora ministro degli Interno Matteo Salvini.

Quanto da lui fortemente voluto nei decreti, ha fortemente influenzato in modo negativo l’integrazione.

È controproducente oltre che irragionevole negare a degli stranieri, a degli esseri umani, l’iscrizione nei registri dell’anagrafe. Se infatti il leader della Lega pensava di poter ripristinare la sicurezza nel nostro Paese, di certo ha sortito l’effetto contrario.

Almeno questo è stato il commento del viceministro dell’Interno Matteo Mauri, per il quale “non è un caso che, nel lavoro che stiamo facendo sul decreto immigrazione, ci sia già scritto nero su bianco che verrà reintrodotta l’iscrizione all’anagrafe.

Su questo e su altro stiamo lavorando a un provvedimento per affrontare con pragmatismo il fenomeno dell’immigrazione e per azzerare gli effetti negativi dei decreti Salvini“.

Il parere dei 5 Stelle sulla sentenza della Consulta

Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e deputato del Movimento 5 Stelle ha espresso la sua soddisfazione nel vedere riconoscere diritti di cui Salvini aveva privato centinaia di persone.

Brescia ricorda che a suo tempo aveva il 5 Stelle fatto presente all’alleato leghista che stava per esplorare terreni delicati e che rischiava di sfociare nella incostituzionalità della norma.

I leghisti hanno calcato la loro onda, andando avanti per la loro strada incurante delle conseguenze.

Grazie alla sentenza odierna della Consulta è stato dunque ripristinato il concetto di uguaglianza così come sancito dalla Costituzione, precedentemente violato in modo sfacciato.

Per ora resta in embrione una nuova bozza che vada a modificare il decreto di Salvini. Una nuova norma che ricalca un concetto di civiltà e di integrazione, oltre che di sicurezza.

Per eventuali dettagli o chiarimenti..

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