Sanatoria stranieri, la dichiarazione di presenza

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Immigrati: la dichiarazione di presenza utile per la regolarizzazione stranieri 2020

Con l’articolo 103 del decreto rilancio, decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, i datori di lavoro possono concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri.

Il decreto rilancio richiede che i cittadini stranieri devono essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 ovvero devono aver soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data, in forza della dichiarazione di presenza, resa ai sensi della legge 28 maggio 2007 n. 68.

La sanatoria stranieri o meglio l’emersione dal lavoro nero impone che tale dichiarazione sia esistente prima dell’8 marzo 2020, in difetto sarà necessaria una attestazione con data certa da parte degli Organismi Pubblici.

Cosa prevede la legge 28 maggio 2007 n. 68 ?

La legge 28 maggio 2007 n. 68 sulla disciplina dei soggiorni di breve durata degli stranieri introduce la dichiarazione di presenza per i soggiorni per missione, gara sportiva, visita affari, turismo, ricerca scientifica e studio.

Tutti gli stranieri che intendono permanere sul suolo italiano, fino a tre mesi, per visite, per affari, per studio o per lavoro hanno l’obbligo di dichiarare la presenza all’autorità di sicurezza della frontiera o nella Questura.

L’iter per presentare la dichiarazione di presenza

Dunque al fine di circolare senza problemi in Italia, fino ad un massimo di 90 giorni, richiede il possesso di una documentazione, ben diversa da quello che può essere il permesso di soggiorno.

Parliamo della dichiarazione di presenza che però può essere richiesta solo da questi soggetti che entrano da paesi che hanno aderito all’Accordo di Schengen.

Per presentare la dichiarazione, si ha un tempo massimo di otto giorni dall’ingresso nel territorio italiano, alla Questura della provincia in cui si trova.

Se però il cittadino straniero arriva alla frontiera in Italia proveniente da Stati che non applicano la convenzione di Schengen, le autorità applicano il timbro di ingresso uniforme Schengen, non vige l’obbligo di compilare la dichiarazione in oggetto.

Pertanto in quest’ultimo caso vale il timbro apposto dalla Polizia di frontiera italiana.

Il modulo della dichiarazione di presenza

Ed ecco il modello ufficiale

Dichiarazione presenza e alberghi

Per chi si trova in strutture alberghiere la dichiarazione di presenza copia può essere sostituita dalla dichiarazione resa all’albergatore e sottoscritta dallo straniero.

Una copia di questo documento va data allo straniero al fine di essere esibita ad ogni richiesta da parte degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza.

Quali documenti occorre accompagnare nella comunicazione alla Questura

Per quel che concerne i documenti necessari per perfezionare la propria posizione sono:

  1. passaporto – originale + fotocopia (solo le pagine con timbri e visti)
  2. dichiarazione di ospitalità
  3. Fotocopia della carta d’identità se il dichiarante è italiano
  4. fotocopia del permesso di soggiorno se il dichiarante è straniero
  5. Comunicazione di ospitalità – come previsto dall’art. 7 del D. Lgs. 286/1998, da compilare entro due giorni dall’ospitalità del cittadino straniero, presso l’autorità locale di pubblica sicurezza
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Che succede se non si presenta la dichiarazione

All’occorrenza, qualora gli agenti di Pubblica sicurezza lo chiedano, lo straniere deve esibire la dichiarazione di presenza in concomitanza con il passaporto o con qualunque altro documento equipollente.

Se non si definisce la propria posizione in Italia con una dichiarazione di presenza, o la si presenta oltre il limite di otto giorni, si rischia l’espulsione. Così come il protrarsi della permanenza sul suolo italiano oltre il terzo mese.

Vige infatti nell’ordinamento italiano a partire dall’8 agosto 2009 il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato italiano (legge 94 del 2009).

Il che significa semplicemente che, chi entra o permane in maniera irregolare in Italia commette il reato di immigrazione clandestina, punito con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro

Dichiarazione di presenza, conclusioni

Quindi concludendo la dichiarazione di presenza è un documento necessario per tutti i cittadini stranieri che arrivano in Italia da un Paese Schengen nei casi in cui non è previsto il permesso di soggiorno.

Questo è il tempo che era previsto dal visto di ingresso con esenzione del permesso di soggiorno.

Chi arriva da nazioni che applicano l’Accordo di Schengen deve presentarla entro 8 giorni dall’ingresso in Italia direttamente alla Questura della provincia in cui è alloggiato.

Invece non è necessario agli stranieri fuori Schengen che hanno ricevuto sul passaporto il timbro di ingresso da parte delle autorità di frontiera in Italia.

Quali sono i documenti necessari per presentare la dichiarazione di presenza ?

Anzitutto il passaporto in formato originale più una fotocopia delle pagine con timbri e visti.

Poi anche la dichiarazione di ospitalità da parte di chi ha ricevuto lo straniero, insieme alla fotocopia della carta d’identità, se il dichiarante è italiano, oppure la fotocopia del permesso di soggiorno se il dichiarante invece è straniero.

Allo stesso modo, la dichiarazione di presenza deve essere mostrata ad ogni eventuale richiesta degli ufficiali e agenti di Pubblica Sicurezza, insieme al passaporto o altro documento equivalente.

Cosa rischia chi non presenta richiesta della dichiarazione di presenza oppure la presenta oltre il limite degli 8 giorni previsti?

Come detto sopra la legge prevede che possa essere espulso esattamente come chi permane in Italia oltre al termine dei 3 mesi previsti senza richiedere regolare permesso di soggiorno.

Aggiornamento a cura dello Studio Legale

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