Stranieri, cie e lavori socialmente utili

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Governo, ecco le nuove misure per gli immigrati

Il ministro dell’Interno Minniti ha illustrato in Parlamento una serie di norme sugli immigrati come la possibilità di prestarsi a lavori socialmente utili prima di riceve il sì sulla richiesta d’asilo

Il governo Gentiloni passa all’azione sul tema immigrazione e ha pronto un pacchetto di misure che sono state illustrate oggi, 18 gennaio, in Parlamento dal ministro dell’Interno Marco Minniti. Alcune sono decisamente innovative, per distinguere in maniera netta i profughi dagli irregolari che necessitano di rimpatrio immediato.

Una serie di norme che procederanno di pari passo con due proposte legislative all’avallo delle Camere e che comunque il governo vuole concordare insieme alle Regioni e ai Comuni, primi attori nell’accoglienza dei migranti.

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Ma c’è da fare in fretta, perché solo nelle prime due settimane del 2017 sono sbarcati in Italia più di 700 migranti e aumenta in maniera esponenziale il numero dei bambini non accompagnati che rappresentano un capitolo delicato.

Così come lo è quello dei Cie, i Centri di Identificazione ed Espulsione che saranno collocati in edifici di proprietà dello Stato, possibilmente vicino agli aeroporti, e non ospiteranno più di 100 immigrati.

Il piano è quello di aprirne almeno uno in ogni regione, escluse soltanto Molise e Valle d’Aosta per gli oggettivi problemi di distanza dagli scali aerei, e all’interno delle strutture saranno operativi poliziotti che si occuperanno direttamente della identificazione ed espulsione per accelerare i rimpatri mentre la vigilanza esterna potrebbe essere garantita dai soldati.

E nelle strutture sarà sempre presente la figura di un ‘garante’ che verificherà il rispetto dei diritti degli stranieri. Uno dei passaggi fondamentali è quello della richiesta di asilo: dopo due mesi dalla richiesta verrà rilasciato ai migranti un documento nel quale saranno indicati come ‘sedicenti’ sulle generalità che hanno fornito al loro arrivo.

E così saranno inseriti nel programma dei lavori socialmente utili, requisiti fondamentale per ottenere lo status di rifugiato. Inoltre sono allo studio alcune convenzioni con aziende per impostare degli stage che potranno essere frequentati da chi possiede già diplomi o specializzazioni (come avviene in Germania), per una reale integrazione nel nostro Paese con una prospettiva concreta.

Quanto alle due norme che dovranno passare dalle votazioni in Parlamento, una concerne la possibilità di presentare appello contro il provvedimento che ha negato l’asilo, prevedendo alcune eccezioni.

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Una misura per snellire le procedure, evitando quindi di dilatare i tempi che bloccano il ritorno nel suo Paese di origine per quelli che non hanno i requisiti per rimanere in Italia. E in questo senso si sta lavorando per eliminare il reato di immigrazione clandestina, provvedimento richiesto a gran voce in primis dai magistrati.

Infatti chi viene denunciato e successivamente processato con questa imputazione può chiedere e anche ottenere di rimanere in Italia fino alla sentenza definitiva e questo blocca il suo rimpatrio anche quando il suo Paese d’origine ha concesso il nulla osta.

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