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Test di italiano, un obbligo per i soggiornanti di lungo periodo

Dopo 5 anni di residenza in Italia i cittadini stranieri possono sostenere un esame di lingua italiana per il permesso di lungo periodo.

Ecco come funziona

Uno dei passaggi fondamentali per i cittadini stranieri che risiedano legalmente in Italia da almeno 5 anni e che vogliano fare domanda per il permesso CE destinato a chi soggiorna per un lungo periodo è quello di sostenere e superare il test di conoscenza della lingua italiana, regolamentato da un decreto del Ministero dell’Interno datato 2010.

Il procedimento è semplice : per chiedere di sostenere il test il diretto interessato deve inviare alla Prefettura dalla quale dipende in base alla residenza una domanda seguendo la procedura informatica che si trova sul sito appositamente creato, https://testitaliano.interno.it compilando il modulo TI e attendere la risposta.

Entro 60 giorni, una volta verificata la sussistenza della domanda, sarà lo stesso ufficio competente in materia a convocare il richiedente con una risposta telematica nella quale verranno anche indicate luogo, data e ora per l’esame.

Esentati dal testitaliano.interno.it

Non sono obbligati all’esame gli stranieri in possesso di attestati o titoli che attestino la conoscenza della lingua italiana ad un livello non inferiore all’A2 del Quadro di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue che deve essere rilasciato dall’Università degli studi Roma Tre, dall’Università per stranieri di Siena, dall’Università per stranieri di Perugia e dalla società Dante Alighieri.

Non sono obbligati anche chi possegga un’attestazione di frequenza di un corso in lingua italiana presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti e abbia conseguito un titolo che attesta il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2, che abbia conseguito il diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado presso un istituto scolastico del sistema italiano di istruzione o presso i centri provinciali per l’istruzione degli adulti o ancora frequenti un corso di studi presso una Università italiana statale o non statale legalmente riconosciuta, o un dottorato o master universitario

Infine è esentato lo straniero che risieda in Italia come lavoratore altamente qualificato di società che hanno sede o filiali in Italia, sia un professore universitario o ricercatore con incarico in Italia o ancora traduttore e interprete, oppure giornalista corrispondente ufficialmente accreditato in Italia. Inoltre sono esentati i minori di 14 anni e coloro che possano dimostrare un grave deficit di apprendimento linguistico, certificati da una struttura sanitaria pubblica.

Se il test viene passato, la Prefettura lo comunica alla Questura della provincia di riferimento e qualora sussistano tutti i requisiti di legge verrà rilasciato il permesso di soggiorno.

Invece in caso di esito negativo, il cittadino straniero potrà richiedere di ripetere il test, non prima però che siano passati almeno 90 giorni dalla data del precedente esame.

Ma in cosa consiste materialmente il test ?

Sono diversi passaggi, utili per dimostrare di avere una buona conoscenza della lingua e che vanno dall’oralità, cioè la capacità di utilizzare frasi anche semplici per descrivere la propria vita quotidiana, alla scrittura di appunti e messaggi anche quelli legati alla quotidianità.

E ancora l’ascolto, per dimostrare di comprendere parole e frasi che sono di comune conversazione nel nostro Paese, la lettura con lo stesso principio e l’interazione con gli altri. Complessivamente il test dura circa un’ora.

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