Trattato di Schengen, accordo e sospensione

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Italia, sospeso il Trattato di Schengen. Ma come funziona?

Per venti giorni, sino al 30 maggio, sospesa la libera circolazione prevista dal Trattato di Schengen. Ecco come è nato il patto di Schengen e che cosa prevede

Da oggi, 10 maggio, per venti giorni su tutto il territorio italiano verrà sospeso il Trattato di Schengen che regola la libera circolazione delle persone nell’Europa comunitaria e funge da controllo per il terrorismo internazionale.

Un provvedimento che deriva da un doppio appuntamento internazionale in Italia con il G7, quello di Bari dall’11 al 13 maggio e soprattutto quello di Taormina il 26 e 27 maggio, e che genererà lunghe code agli imbarchi, soprattutto in aeroporto.

Come è nato il Trattato di Schengen e quali sono le sue norme?

Nel 1985 a Schengen, cittadina lussemburghese sino ad allora ignota ai più, venne firmato un primo accordo sull’abolizione dei controlli alle frontiere, sino ad allora molto rigidi, tra alcuni Paesi che hanno fondato l’Europa comunitaria ed erano confinanti tra loro come Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e quella che allora era la Germania Ovest.

Un accordo fuori dalle norme dell’Unione Europea perché non venne trovato il consenso generale dei 10 Paesi che ne facevano parte, ma cinque anni dopo lo firmò anche l’Italia seguita nel 1991 da Spagna e Portogallo, nel 1992 dalla Grecia, nel 1995 dall’Austria e successivamente anche da altre nazioni. Dal 1997, grazie al Trattato di Amsterdam, è entrato ufficialmente a far parte delle leggi comunitarie.

Dopo una sua naturale evoluzione, dal 1995 (e due anni dopo per l’Italia), il Trattato abolisce i controlli sistematici alle frontiere interne dei Paesi che aderiscono all’area Schengen, anche se sono previsti controlli a campione, ma sono obbligatori quelli alle frontiere esterne, ossia di Paesi che non fanno parte dell’UE.

Non vengono toccati invece i controlli all’interno di un singolo Paese, regolamentati dalle leggi nazionali. Inoltre è stato varato un sistema di scambio di informazioni chiamato Sis (oggi Sis 2) che dipende direttamente dagli Stati membri dell’Unione.

Quali sono quindi i Paesi che fanno parte dell’Area Schengen ?

In tutto sono 26 in Europa: 22 sono membri dell’Unione Europea, tolti Gran Bretagna e Irlanda, Cipro che dopo l’invasione della Turchia è divisa in due, Croazia, Bulgaria e Romania. Hanno aderito anche Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein che non fanno parte dell’UE.

Casi di sospensione dell’accordo di Schegen

Al di là di quello che prevede il Trattato di Schengen, in caso di emergenza o situazioni molto speciali a cominciare da grandi eventi politici internazionali che possano comportare il rischio attentati e disordini, è consentito ai Paesi aderenti introdurre i controlli obbligatori alle frontiere interne per un massimo di 30 giorni, ma bisogna informare preventivamente la sede centrale del Parlamento europeo a Bruxelles.

E dopo una valutazione del rischio, sono anche possibili controlli mirati per assicurare la massima sicurezza alla popolazione locale.

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