Bloccate le frontiere per l’Europa, sospeso il Trattato di Schengen

Bloccate le frontiere per l'Europa sospeso il Trattato di Schengen

Emergenza coronavirus: frontiere UE chiuse. Verso la sospensione del Trattato di Schengen.

Per trenta giorni nessun straniero potrà più entrare nell’Unione Europea dai paesi extra-Schengen per l’emergenza Covid-19.

Lo annuncia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine della videoconferenza tra i capi politici del G7.

Il leader francese Emmanuel Macron nel suo messaggio alla Francia, ha dichiarato che dal 17 marzo 2020 a mezzogiorno le frontiere d’ingresso dell’Unione europea e dello spazio Schengen resteranno chiuse.

Lo spazio Schengen è sospeso e la UE chiude le sue frontiere esterne, “tutti i viaggi tra i Paesi extra UE ed europei saranno sospesi per 30 giorni”, così conclude Macron.

Il blocco non riguarda i cittadini dell’unione europea (e quindi anche i cittadini italiani) che ritornano a casa, ma sono esenti anche personale sanitario e ricercatori stranieri.

Ecco come è nato il patto di Schengen e che cosa prevede

il Trattato di Schengen regola la libera circolazione delle persone nell’Europa comunitaria e funge da controllo per il terrorismo internazionale.

Già un provvedimento adottato in passato da un doppio appuntamento internazionale in Italia con il G7, quello di Bari dall’11 al 13 maggio e soprattutto quello di Taormina il 26 e 27 maggio, e che ha generato in passato lunghe code agli imbarchi, soprattutto in aeroporto.

Come è nato il Trattato di Schengen e quali sono le sue norme?

Nel 1985 a Schengen, cittadina lussemburghese sino ad allora ignota ai più, venne firmato un primo accordo sull’abolizione dei controlli alle frontiere, sino ad allora molto rigidi, tra alcuni Paesi che hanno fondato l’Europa comunitaria ed erano confinanti tra loro come Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e quella che allora era la Germania Ovest.

Un accordo fuori dalle norme dell’Unione Europea perché non venne trovato il consenso generale dei 10 Paesi che ne facevano parte, ma cinque anni dopo lo firmò anche l’Italia seguita nel 1991 da Spagna e Portogallo, nel 1992 dalla Grecia, nel 1995 dall’Austria e successivamente anche da altre nazioni. Dal 1997, grazie al Trattato di Amsterdam, è entrato ufficialmente a far parte delle leggi comunitarie.

Dopo una sua naturale evoluzione, dal 1995 (e due anni dopo per l’Italia), il Trattato abolisce i controlli sistematici alle frontiere interne dei Paesi che aderiscono all’area Schengen, anche se sono previsti controlli a campione, ma sono obbligatori quelli alle frontiere esterne, ossia di Paesi che non fanno parte dell’UE.

Non vengono toccati invece i controlli all’interno di un singolo Paese, regolamentati dalle leggi nazionali. Inoltre è stato varato un sistema di scambio di informazioni chiamato Sis (oggi Sis 2) che dipende direttamente dagli Stati membri dell’Unione.

Bloccate le frontiere per l’Europa sospeso il Trattato di Schengen

Quali sono quindi i Paesi che fanno parte dell’Area Schengen ?

In tutto sono 26 in Europa: 22 sono membri dell’Unione Europea, tolti Gran Bretagna e Irlanda, Cipro che dopo l’invasione della Turchia è divisa in due, Croazia, Bulgaria e Romania.

Hanno aderito anche Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein che non fanno parte dell’UE.

Casi di sospensione dell’accordo di Schegen

Il Trattato di Schengen prevede la possibilità di deroghe in caso di emergenza o di minaccia e può essere sospeso fino a due mesi.

Al di là di quello che prevede il Trattato di Schengen, in caso di emergenza o situazioni molto speciali a cominciare da grandi eventi politici internazionali che possano comportare il rischio attentati e disordini, è consentito ai Paesi aderenti introdurre i controlli obbligatori alle frontiere interne per un massimo di 30 giorni, ma bisogna informare preventivamente la sede centrale del Parlamento europeo a Bruxelles.

E dopo una valutazione del rischio, sono anche possibili controlli mirati per assicurare la massima sicurezza alla popolazione locale.

Sei all’estero e il tuo permesso di soggiorno è in scadenza

Ecco cosa fare. Attendi con pazienza l’apertura dello Spazio Schengen. Invia nel frattempo al Consolato Italiano una email, meglio se pec, spiegando la tua situazione personale con i numeri del permesso di soggiorno in mano.

Dopo la riapertura prendi un appuntamento in Consolato italiano per ottenere un visto di reingresso, ovviamente potrebbe essere plausibile che nel frattempo lo Stato Italiano disciplini specificatamente questa ipotesi ed emetta una normativa sul punto (decreto ministeriale o circolare esplicativa).

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