Visti per l’Australia, l’immigrazione in australia oggi

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Si stringe la morsa sui migranti in Australia: “solo personale qualificato”

Si cambia nel paese dei canguri. Le nuove misure sull’immigrazione introducono criteri maggiormente selettivi sulla permanenza a lungo termine in terra australiana.

Nel paese al momento sono presenti oltre 200.000 italiani per lavoro, studio o anche solo per vacanza.

Abolito il visto d’ingresso australiano di sponsorizzazione ‘457’

È stato abolito infatti il visto di sponsorizzazione denominato 457 il quale permetteva ad un immigrato di godere del diritto di occupare una casella lavorativa tramite la “sponsorizzazione” di un datore di lavoro disposto ad offrirgli un contratto.

Il visto 457 di cui si sono avvalsi migliaia di nostri connazionali, consentiva di usufruire in primo luogo di un contratto temporaneo della durata massima di quattro anni e rappresentava la via privilegiata per poter richiedere un permesso privo di limiti di tempo.

In sostituzione del visto 457 sarà introdotto il nuovo visto denominato Temporary Skill Shortage. Alla pari del suo predecessore avrà una durata di quattro anni e permetterà di richiedere – in un secondo momento – la permanenza in Australia. La differenza più importante è rappresentata dall’essere valida solo ed esclusivamente per determinate professioni.

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Secondo Alberta Miculan – agente presso lo studio Melbourne Migration Ways non tutti potranno permettersi di accedere alle opportunità dell’Australia stando; stando ai nuovi criteri richiesti infatti è prevedibile ipotizzare che solo cittadini generalmente qualificati e con un livello d’istruzione medio-alto potranno farsi strada nel mercato del lavoro oltreoceano.

La nuova normativa cambia le carte in tavola anche per quel che concerne la procedura per l’ottenimento del passaporto australiano e di conseguenza la cittadinanza australiana. Sarà necessario infatti aver trascorso quattro anni di residenza permanente.

La politica australiana di immigrazione del premier Malcolm Turnbull

Questa è dunque la via intrapresa dal paese guidato da Malcolm Turnbull, per la quale non sono mancate le polemiche sui diversi canali sociali del web. Si sono registrate in tal senso discussioni contro le nuove misure definite razziste; tuttavia non mancano nemmeno le posizioni favorevoli alla svolta impressa dal primo ministro.

Ma esistono altre possibili vie per – quantomeno assaporare – il sogno australiano ? Cosa bisogna ancora sapere prima di partire?

A prescindere da tutto, come suggerisce Ilaria Gianfagna la fondatrice di Just Australia, un centro informativo a Melbourne, vivere l’esperienza oltreoceano anche in forma limitata nel tempo rappresenterebbe senza dubbio una grossa opportunità di crescita personale e professionale.

Si ha la possibilità di familiarizzare con un mondo estremamente moderno, multi-etnico e meritocratico; si impara per bene l’inglese, una risorsa indispensabile in qualsiasi punto del globo terrestre.

Lavorare in australia con il visto working holiday

Dunque, se si hanno meno di 31 anni e si vuole lavorare in Australia si può richiedere il visto working holiday. Un permesso della durata di 12 mesi, rinnovabile per altri 12 mesi qualora si riesca a dimostrare di aver lavorato per 88 giornate lavorative in ambito agricolo.

Per coloro i quali desiderano trasferirsi per studiare o hanno più di 31 anni è possibile usufruire dello student visa per il quale basta aver compiuto 16 anni. Permette di risiedere in Australia per un periodo di tempo pari alla durata del corso di studi più 1 mese. Attraverso questa strada successivamente si potrebbe accedere al mondo del lavoro qualificato.

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