Come aprire una cooperativa sociale per immigrati

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Cooperativa sociale per ospitare immigrati, ecco le regole

Come muoversi e cosa occorre essenzialmente per le cooperative sociali destinate all’accoglienza dei migranti in Italia

Tra i soggetti titolati ad ospitare gli immigrati oltre ai Comuni, alle Prefetture e alle Associazioni ci sono anche le Cooperative Sociali che possono gestire le strutture adibite all’accoglienza.

Ci sono però dei passaggi tecnici da rispettare prima di partire e norme precise da rispettare. Ecco quindi le principali.

Il bando di appalto della Prefettura per i profughi

Anzitutto sono le Prefetture ad avere la responsabilità dei bandi per gli appalti destinati alla ricerca di strutture e soggetti idonei per l’assistenza di profughi e richiedenti asilo. L’appalto normalmente è annuale ma rinnovabile per tre anni.

Nel bando vengono fissati il numero di posti disponibili e il massimo della copertura finanziaria che però possono aumentare in base al numero di sbarchi.

I requisiti delle cooperative sociali per partecipare al bando

Al bando possono partecipare anche le Cooperative sociali, a patto che dimostrino di avere i requisiti di legge, siano in possesso dei certificati antimafia previsti dal codice dei contratti pubblici e possano dimostrare di saper organizzare vitto e alloggio, essere dotate di operatori esperti nell’accoglienza, mediatori linguistici, psicologi e un servizio di trasporto per accompagnare i profughi nelle Questure per le pratiche amministrative, così come in ospedale o nei presidi sanitari.

Per legge i migranti non possono lavorare, se non svolgendo lavori socialmente utili e come volontari, né quindi ricevere uno stipendio. I soldi dello Stato quindi sono destinati ai gestori delle strutture di accoglienza, pari a 35 euro giornalieri per coprire forniture e servizi.

gestire centro accoglienza cooperativa sociale

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Toccherà alle cooperative presentare un progetto comprendente anche l’indicazione dell’edificio in cui allestire il centro di accoglienza: se sono proprietarie dell’immobile non riceveranno ulteriori rimborsi (mentre a residence, alberghi e privati proprietari di appartamenti viene assegnato un corrispettivo per l’affitto).

Ulteriori disposizioni per i centri di accoglienza gestiti da cooperative sociali

Le cooperative dovranno organizzare una mensa, garantendo i tre pasti principali giornalieri con cibo “di prima qualità e alimenti garantiti a tutti gli effetti di legge per la genuinità e l’igiene”. E nella scelta del menù dovranno fare attenzione a non ledere i principi e le abitudini alimentari dei loro ospiti.

Inoltre l’accoglienza prevede anche la fornitura di cuscini, lenzuola, federe e coperte, ma anche il minimo indispensabile per l’igiene personale (sapone, shampoo, dentifricio), il servizio di pulizia dei locali, quello di lavanderia.

In più assistenza ai migranti con mediatori linguistici che li informino sulle regole di comportamento sia nella struttura che in pubblico e aiuto nelle richieste di asilo e nel trasporto. Ogni responsabilità per danni a persone e cose è a carico di chi vince l’appalto, quindi si devono stipulare polizze assicurative.

Le cooperative devono anche effettuare uno screening medico all’ingresso e allestire all’interno della loro struttura un presidio medico sanitario in grado di assicurare cure ambulatoriali e un primo soccorso, con la presenza di personale medico e paramedico.

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