Rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione e reddito di cittadinanza

Permesso di soggiorno attesa di occupazione, si può rinnovare con il reddito di cittadinanza ?

Rinnovo per attesa occupazione e reddito di cittadinanza

Importante sentenza del T.A.R. per la Puglia, ordinanza n. 381 del 17 giugno 2020, in merito al tema del permesso di soggiorno, ricerca di lavoro e misure previste per il sostegno al reddito.

Nel caso di specie riguarda un cittadino marocchino che si trova in Italia dal 1999, e dotato di permesso di soggiorno regolare. Il cittadino marocchino, negli ultimi 22 anni di permanenza sul suolo italiano, ha sempre lavorato in maniera regolare.

Nel 2019, a causa della crisi, ha però perso la sua occupazione e quindi ha richiesto che venisse rilasciato un permesso di soggiorno per attesa di occupazione. A marzo 2019, richiede il reddito di cittadinanza possedendone i requisiti, e infatti lo ottiene in aprile 2019.

Nonostante la richiesta e l’ottenimento del reddito di cittadinanza, la questura di Bari rigettava la richiesta del cittadino del permesso di soggiorno per attesa di occupazione lavorativa, motivando il rigetto in questione col fatto che secondo l’amministrazione il ricorrente non dimostrava la disponibilità di un reddito sufficiente o comunque di fonti di sostentamento.

Il reddito annuo superiore a 5.9540,00 è considerato il tetto di sostentamento.

La tesi della difesa

Rispetto alle tesi proposte dall’amministrazione, la difesa eccepiva la mancanza di logica della motivazione del questore di Bari, in quanto il ricorrente possedeva fonti di sostentamento sufficienti per l’anno 2019.

Avendo richiesto ed ottenuto il reddito di cittadinanza, il ricorrente infatti disponeva di un reddito di 6.560,00 €, pari ad un assegno mensile di 820 € da reddito di cittadinanza. Quale somma di denaro supera il cosiddetto reddito di sostentamento.

Non solo, la difesa faceva notare che bisogna considerare il reddito di cittadinanza come una misura a sostegno del reddito, ma allo stesso tempo finalizzata all’inizio di un percorso di reinserimento lavorativo, dato che i soggetti che ricevono il reddito di cittadinanza sottoscrivono un patto per il lavoro (oppure un patto per l’inclusione sociale) per cui si impegnano ad accettare offerte di lavoro aventi determinate caratteristiche.

Infine, la difesa fa notare che il periodo di attesa occupazione viene interrotto da ogni rapporto di lavoro, anche di minima durata (nel caso di specie il ricorrente aveva lavorato come bracciante per un brevissimo periodo). Il periodo di attesa di occupazione ricomincia quindi a decorrere dal termine dell’ultimo rapporto di lavoro.

Ciò che in sostanza la difesa voleva evidenziare è che il periodo di non occupazione del ricorrente si limitava ad essere di pochi mesi, a fronte di ben 22 anni di lavoro in Italia, nonché limitato in un contesto di crisi.

La decisione del Tar: quale è stata

La decisione del Tar si è espressa positivamente a favore del ricorrente, considerato che egli ha percepito un totale di reddito di cittadinanza da superare il tetto di sussistenza, considerato che nel corso del 2020 aveva intrattenuto un rapporto di lavoro per quanto estremamente breve che aveva interrotto il periodo di cerca occupazione.

Insomma, considerati tutti gli interessi in gioco, il tribunale amministrativo, considerando anche l’emergenza sanitaria e la situazione di crisi che rende particolarmente complesso cercare un nuovo lavoro, accoglie il ricorso del ricorrente e dispone che il permesso di soggiorno per attesa occupazione venga rinnovato nei confronti dello stesso.

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